Partecipazione // Beni comuni, bilancio partecipativo e spazi di condivisione

La partecipazione dei cittadini è un bene prezioso che va promosso quanto più possibile. Per fare questo, da un lato ci vogliono istituzioni intenzionate ad attivare e rendere efficace questo incredibile strumento, dall’altro occorre informare e sensibilizzare la cittadinanza, perché partecipare significa innanzitutto prendere parte alla costruzione della propria città e del futuro che si desidera per sé stessi e per le prossime generazioni.

 

 

Ecco alcune delle proposte concrete che vorremmo avanzare per rendere la partecipazione uno strumento concreto di condivisione, tra cittadinanza e Amministrazione, di scelte e prospettive per la nostra città:

  • Promuovere e diffondere le possibilità offerte dal Regolamento per i Beni Comuni, nell’ottica di consolidare la collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni
    comuni urbani. Dal 2017 l’Amministrazione comunale, su spinta di Progetto Concittadino, si avvale di questo strumento partecipativo che permette ai cittadini di occuparsi legittimamente dei beni comuni urbani: tramite il Regolamento dei Beni Comuni, infatti, il Comune e la comunità stipulano dei Patti di collaborazione che definiscono la gestione condivisa del patrimonio pubblico, seguendo il principio di sussidiarietà previsto dalla Costituzione: nasce così tra questi due soggetti un mutuo scambio di competenze e strumenti. Frutteto comune, orto e bosco didattico, creazione e gestione di aree cani, campi sportivi ad uso didattico, piantumazione di alberi nei quartieri, sono alcuni degli esempi di patti attualmente in essere nel comune di Varese. Quello dei Beni Comuni è un progetto ambizioso e di ampio respiro che a lungo termine vuole portare i cittadini a riscoprire il senso di comunità e a diventare parte attiva di un processo culturale e fattivo di trasformazione della città: “il Comune diventa bene comune”, non più solo elargitore di servizi ma anche un bene di tutti, oggetto di interesse e di intervento da parte di singoli cittadini o associazioni.
    Riteniamo che, data la portata del progetto, sia necessario dargli maggiore visibilità rispetto a quanto fatto negli ultimi anni, creando in primis un elenco dei patti stipulati sul territorio comunale, trasparente e accessibile dal sito del Comune di Varese; la buona pubblicità e la messa a terra di questo strumento dovrebbero passare anche dalla facile reperibilità di informazioni e indicazioni utili ai cittadini interessati a stipulare nuovi patti, dalla semplificazione degli strumenti burocratici e possibilmente da un ufficio di prossimità che faciliti la gestione condivisa del patrimonio pubblico.
  • Proseguire il percorso avviato con l’istituzione dei Consigli di Quartiere, con l’obiettivo di costruire strumenti che permettano sempre più una partecipazione dei cittadini diretta e non mediata. In particolare pensiamo che sarebbe
    necessario apportare delle modifiche al regolamento dei Consigli di Quartiere per rendere maggiormente vincolanti le loro richieste e segnalazioni e per fornire loro un budget di spesa.
  • Destinare quindi una quota del bilancio comunale alla realizzazione di progetti promossi dai cittadini, attraverso lo strumento del bilancio partecipativo che andrebbe a promuovere la partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche
    locali e in particolare alla previsione di spesa e agli investimenti pianificati dall’Amministrazione, superando le tradizionali forme di partecipazione solo “consultive” e creando un ponte tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa.
  • Sostenere la creazione di spazi e tempi concretamente destinati alla partecipazione e all’incontro tra cittadini, come: spazi verdi ed orti urbani gestiti dalla collettività, attorno ai quali le comunità di quartiere possano conoscersi, confrontarsi e crescere, prendendosi cura del territorio cittadino e sperimentandosi in pratiche di autoproduzione; progetti di autorecupero (iniziative che prevedono il coinvolgimento di persone che appartengono a categorie fragili nella progettazione ed esecuzione dei lavori di ristrutturazione di immobili che sono poi a loro destinati per finalità sociali o abitative); spazi di coworking nei quartieri; scuole aperte in termini di tempi e di spazi (biblioteche scolastiche, aule studio, aule magne aperte oltre gli orari delle lezioni curriculari per ospitare anche attività extrascolastiche e trasformarsi in luogo di incontro per i quartieri).
  • Auspichiamo infine l’inserimento di un Regolamento comunale per la partecipazione che ne garantisca l’attivazione, ne tuteli l’applicazione attraverso la creazione di un ente garante e ne permetta la diffusione attraverso la creazione di un piattaforma digitale destinata ad ospitare tutti i processi partecipativi attivati a livello comunale, per rendere questo strumento sempre più conosciuto dai cittadini, diffuso e trasparente.

L’Agenzia avrà anche il ruolo di comunicare in modo trasparente ai cittadini come vengono effettuate le assegnazioni degli alloggi e come sono spesi i fondi per le politiche abitative.