Sindaco/a della notte // Vita notturna, impresa culturale giovanile e creatività in città

La vita notturna è spesso un problema per le Amministrazioni cittadine, e Varese non è da meno. Quando la vita notturna viene lasciata sbocciare può essere una risorsa, che incontra il consenso della città e ne caratterizza la comunità; quando viene
abbandonata a sé stessa, può generare fastidi e criminalità; se viene repressa infine, il rischio è quello di eliminare, creando un vuoto, una parte vitale dell’esperienza cittadina di molte persone.

 

Pensiamo che l’Amministrazione cittadina abbia bisogno di una guida dedicata che la supporti nella gestione della vita notturna cittadina, nei suoi aspetti creativi e conflittuali. Questo perché chi si occupa prettamente di politica non sempre ha

familiarità con tutti gli aspetti della vita notturna cittadina, o non conosce i numerosi elementi, anche professionali, che ruotano intorno alla sua organizzazione. Troppo spesso si tratta la vita notturna esclusivamente come un problema, quando invece essa può essere un’opportunità per costruire una città nuova e migliore, più viva e inclusiva. Per questo motivo, abbiamo pensato di proporre l’istituzione di una nuova figura: il/la Sindaco/a della notte, già attivo in altre città europee e al momento in discussione in alcune città italiane, che ha il compito di facilitare e coordinare la relazione tra residenti, Amministrazione, utenti notturni e gli altri attori della vita cittadina.

 

Varese ha sempre espresso un approccio votato all’imprenditorialità, declinando il tempo libero esclusivamente negli ambiti dello sport e del turismo. Ora, dopo l’avvento della crisi da COVID19, pensiamo sia arrivato il momento di promuovere modalità di fruizione del territorio cittadino nuove e libere dall’obbligo del consumo. Questa esigenza è particolarmente pressante per i giovani e le minoranze, per i quali mancano luoghi di aggregazione e interazione liberi in città. Pensiamo sia necessario tornare a confrontarsi e interagire di persona, sfruttando ogni centimetro della città, riappropriandosi delle strade, oltre che di spazi nuovi e non esclusivi, e immaginando un rapporto collaborativo con le forze dell’ordine. Una città dovrebbe essere il centro attorno al quale gravita tutta la popolazione del territorio circostante, creando opportunità e arricchendosi di conseguenza.

 

Il/la Sindaco/a della notte avrà alle spalle un comitato consultivo che comprenderà alcuni stakeholders (artisti, lavoratori della vita notturna, rappresentanti della comunità, esperti di zonizzazione, sociologi, tra gli altri) e un hub di partecipazione più ampio che si potrebbe interfacciare con i Consigli di Quartiere.

Tra le attività di competenza del/la Sindaco/a della notte citiamo:

  • La zonizzazione del rumore e l’efficientamento della Pubblica Amministrazione (fornendo strumenti adeguati per sostenere e comprendere l’imprenditoria culturale).
  • L’adeguamento dei regolamenti comunali ad una visione di città libera ed inclusiva.
  • Lo sviluppo del protagonismo giovanile nell’impresa culturale (attraverso l’affiancamento e la co-progettazione di spazi e iniziative dedicati e costruiti dalle Associazioni e dai gruppi informali).
  • Una gestione non securitaria dello spazio pubblico (per esempio favorendo la creazione di presidi notturni, che offrono consigli e aiutano ad arginare potenziali comportamenti antisociali).

Il/la Sindaco/a della notte dovrà cercare di creare un clima in cui il ruolo sociale del lavoro notturno sia valorizzato e tutelato, affinché la vita notturna prosperi in modo responsabile per tutti. Essenziale sarà dunque porre in relazione aziende, residenti,

utenti della vita notturna e figure politiche, e aprire un nuovo spazio in cui la città possa discutere in modo costruttivo sullo svolgimento delle attività notturne.

 

Fino ad oggi, le tutele di cui hanno usufruito i “residenti storici” e gli immobiliaristi hanno portato ad un graduale impoverimento della vita cittadina, svuotando spazi fino a creare dei vuoti nel tessuto urbano, o rendendo inaccessibili gli immobili all’impresa culturale. La narrazione intorno ai temi del rumore e del degrado continua a minacciare le pochissime attività presenti sul territorio, portandole verso un adeguamento al ribasso e accontentando le esigenze di pochi a discapito della vita di molti. Tutte le categorie sopra citate verranno ricondotte all’interno di un meccanismo decisionale paritario e partecipativo, disinnescando le logiche clientelari che hanno governato finora la città.