La Costituzione e i suoi settant’anni 22 dicembre 1947 22 dicembre 2017

 

Il 22 dicembre 2017, all’avvio dei lavori del Consiglio comunale di Varese, ho preso la parola per ricordare che settant’anni prima, il 22 dicembre 1947, fu approvato il testo definitivo della Costituzione della Repubblica italiana. Questa circostanza pare sia sfuggita a molta della stampa locale.

Mi permetto di riproporre in questa sede il testo del mio intervento.

 

Il 22 dicembre di settant’anni fa, prendendo la parola nel corso della seduta pomeridiana, il presidente dell’Assemblea costituente Umberto Terracini parlò di «lavoro instancabile», a proposito del percorso svolto dai parlamentari, che, nel giro di un anno e mezzo, aveva portato all’approvazione del testo definitivo della Costituzione della Repubblica italiana.

Terracini ricordò nel suo intervento le 347 sedute, i 1.163 emendamenti presentati, i 1.090 interventi da parte di 275 oratori, i 109 scrutini segreti, le oltre 3.500 interrogazioni.

Alla fine, la Costituzione fu approvata, il 22 dicembre di settant’anni fa, con 453 voti favorevoli e 62 contrari.

Presentando il testo in approvazione, il presidente della Commissione per la Costituzione (la cosiddetta Commissione dei 75, di cui facevano parte 5 donne, delle 21 elette all’Assemblea costituente) non aveva trascurato di fare riferimento ai «difetti», alle «lacune» e alle «incertezze» di quella che sarebbe diventata la legge fondamentale dello Stato italiano. «Nessuna Costituzione è perfetta», disse Meuccio Ruini. Ma, nello stesso tempo, dichiarò:

«Noi abbiamo la certezza che durerà a lungo, e forse non finirà mai, ma si verrà completando ed adattando alle esigenze dell’esperienza storica».

Richiamando oggi quella lontana seduta parlamentare, vorrei ricordare a me stesso e a tutti noi che, pur nelle diversità di visioni e stili politici, benché a volte ci paiano noiose liturgie queste serate, se siamo qui, con tutte le nostre piccolezze, a discutere liberamente e a operare, per conto di altri, scelte che ricadranno sulla vita di tutti, ebbene, se siamo qui adesso lo dobbiamo alla responsabilità, alla lucidità e alla lungimiranza dei nostri Padri costituenti.

 

Enzo R. Laforgia

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