Guerrilla Gardening: quando la politica diventa lavoro e bellezza.

Guerrilla Gardening per far rinascere la città, la sua bellezza e le relazioni tra i cittadini. Per Progetto Concittadino la politica è fatta di slanci, ma anche di concretezza, di ideali, ma anche di lavoro. Per prendersi cura della città pensiamo sia necessario sporcarsi le mani, nel vero senso della parola: per questo domenica alle 18 i Concittadini sono andati in via Como armati di vanghe, rastrelli, semi e piantine: un’azione di “Guerrilla Gardening” per prendersi cura concretamente di una parte della città.

«Abbiamo scelto le aiuole davanti alla scuola Mazzini e le fioriere vicine – spiega Francesca Coffano, motore dell’iniziativa e vicepresidente dell’associazione nata dalla lista civica che ha portato Dino De Simone ed Enzo Laforgia a Palazzo Estense – perché vogliamo dimostrare che anche via Como può essere parte della bellezza di Varese. Come abbiamo fatto l’anno scorso con l’area Morandini, abbiamo ripulito e portato bellezza in un luogo troppo spesso additato come simbolo del degrado. Perché secondo noi criticare non basta: se vogliamo una Varese più bella e vivibile dobbiamo lavorare in prima persona. Ecco perché siamo qui stasera».
Il Guerrilla Gardening di Progetto Concittadino vuole andare oltre la manutenzione: «Vogliamo curare e rafforzare i legami che tengono insieme la comunità. Prendersi cura dello spazio, ne siamo convinti, crea legami positivi tra le persone che lo fanno – continua Coffano – insomma, riappropriarsi della città non solo dal punto di vista del territorio, ma anche delle relazioni».
La pratica del Guerrilla Gardenig è nata ne 1973 a New York, dove un gruppo di volontari decise di trasformare un lotto abbandonato in un giardino curato. Il concetto si è poi sviluppato diventando una forma di “giardinaggio politico” per lo più praticato da gruppi di ambientalisti. Una pratica a cui i Concittadini si ispirano, oltre che per l’aspetto ambientale, per l’aspetto politico. Una politica positiva, dove si punti a mettere in pratica e a coinvolgere la città.
«La cura genera cura – conclude Natalino Bianchi, presidente di Progetto Concittadino – per questo, partendo anche da un piccolo gesto come questo, Progetto Concittadino vorrebbe coinvolgere la città e sensibilizzare i varesini su cosa significhi agire per correggere ciò che non funziona».

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