Commissione Servizi Sociali del 9 febbraio 2017

 Di Lorenzo Fronte

Il tema della presenza di richiedenti asilo a Varese è uno tra quelli che, politicamente, potrebbero essere estremamente divisivi. E così avrebbe potuto essere il secondo incontro della Commissione Consiliare n° 7 servizi sociali, politiche abitative e del lavoro del Comune di Varese, che si è svolta giovedì 9 febbraio 2017 e che affrontava proprio quel tema. Si è, invece, lavorato in un clima che, non senza distinguo tra i partecipanti, si è dimostrato capace di ascolto e partecipazione.

La gestione dell’accoglienza di richiedenti asilo in Italia è strutturata attraverso due distinti sistemi:

  • da una parte il sistema SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) che si vorrebbe ordinario per la seconda accoglienza di persone che richiedono asilo politico nel nostro paese e che è gestito dagli enti locali con il supporto del terzo settore. Lo SPRAR garantisce interventi di accoglienza attraverso la costruzione di percorsi individuali che prevedono, oltre alla distribuzione di vitto e alloggio, anche informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento;
  • dall’altra il sistema dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) che sarebbe immaginato per sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie. In realtà è diventata la maniera ordinaria di accoglienza, gestita dalle prefetture con le procedure di affidamento dei contratti pubblici, in una modalità emergenziale.

Da una prima mappatura descritta dall’Assessore Roberto Molinari si è compresa la misura di ciò di cui si stava parlando, che a Varese conta l’accoglienza di 281 persone accolte in strutture gestite da 5 realtà del terzo settore. Di queste persone 21 sono accolte in 2 centri SPRAR gestiti da Caritas Ambrosiana con affidamento del Comune di Varese, mentre le altre 260 sono in Centri di Accoglienza Straordinaria. Per la maggior parte si tratta di strutture di piccole dimensioni (da 4 a 12 persone) diffuse sul territorio cittadino, una sola esperienza è costituita da un CAS di grosse dimensioni (90 persone).

Sono stati invitati a partecipare alla Commissione i rappresentanti dei 5 enti che gestiscono i centri, che hanno relazionato sulla loro attività, fornendo dati e precisazioni a seguito delle domande dei consiglieri. In sintesi è emerso che la realtà Varesina non è dissimile da altre in Italia, con un sistema gestito essenzialmente in termini emergenziali, attraverso il quale risulta difficile fare una seria programmazione. Nonostante ciò gli enti che si occupano di questa accoglienza forniscono tutti i servizi previsti per la conduzione di percorsi di integrazione delle persone richiedenti asilo e garantiscono trasparenza nella gestione dei fondi che vengono loro assegnati per questo lavoro.

In conclusione l’assessore ha fatto suoi alcuni esiti del dibattito, individuando diverse direzioni verso le quali il comune potrà investire in modo da favorire una gestione meno emergenziale del problema:

  • la costruzione di un tavolo permanente di lavoro che coinvolga sia il terzo settore che il Comune;
  • il graduale passaggio ad un sistema SPRAR;
  • la collaborazione con gli enti per l’inserimento sociale degli ospiti dei centri.

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