Bilancio: iniziato il percorso verso la città intelligente

Il bilancio è, insieme a quello che oggi si chiama Pgt, il principale atto politico – sottolineiamo politico – di un’amministrazione comunale. Con la differenza che si ripete annualmente. Si può dunque immaginare come più di vent’anni di governo di una stessa maggioranza possano definire e consolidare una certa politica in materia.
Una nuova maggioranza affronta dunque in quest’ambito un banco di verifica essenziale sulla discontinuità e sulla coerenza tra linee programmatiche annunciate e numeri scritti.
Tale premessa è doverosa per inquadrare il primo bilancio previsionale approvato a marzo dal centrosinistra a Varese.
E dunque: era necessaria una discontinuità? C’è stata? In quale direzione è ora opportuno proseguire?
Proviamo a rispondere: sì, era necessaria. Sì, c’è stata. La diligenza del buon padre di famiglia richiede di far fronte alle spese correnti, continuative con entrate correnti, continuative. Un concetto di limite paragonabile, nel Pgt, all’uso del territorio.
Per la prima volta da molti anni la parte corrente va nella direzione di essere sostenibile senza “bruciare risorse” da entrate straordinarie come i dividendi di società partecipate o controllate..
Mettere ordine però, come è facilmente comprensibile, è solo una precondizione. Il passo successivo è decidere dove orientare le risorse disponibili. E su questo qualche segnale importante dobbiamo registrarlo, uno su tutti l’investimento culturale-turistico sul Festival dei Giardini o come si chiamerà (250.000 specifici per questa voce). E anche l’assunzione di figure portatrici di competenze e caratteristiche specifiche (a parte il nuovo  “comunicatore”, la cui utilità dovremo verificarla nel concreto), in un contesto comunque di blocco del turn over che permetterà di dimensionare in maniera adeguata la struttura interna. E, infine, il sostegno garantito ai servizi sociali ed educativi, che dovrà essere confermato nei prossimi mesi con ulteriori variazioni.

Si potrebbe pensare che, superato il primo anno e indicato un percorso ben preciso, il futuro sia in discesa. Non è così. Per l’ovvio motivo che i trasferimenti statali in costante diminuzione e la crisi di cittadini e imprese minacceranno costantemente l’equilibrio di bilancio. Ma anche perché, avendo definito la cornice in cui muoversi, ora sarà necessario davvero passare al vaglio tutte le uscite, verificarne la coerenza e la congruità. Al fine, come accennato sopra, di riorientarle, colpendo eventualmente anche rendite di posizione e trend securitari. Nei prossimi anni dovremo essere capaci di spostare sempre più risorse su cultura diffusa, prevenzione e animazione sociale, sostenibilità, cura dell’esistente, innovazione economica. Con al centro un’idea di città resiliente, intelligente, partecipata, circolare.

“Qualsiasi processo di revisione della spesa è inefficace se alla fine non produce risorse da destinare a scopi più proficui”, ha scritto recentemente sul Sole 24 Ore Luigi Marattin, consigliere economico della Presidenza del Consiglio. Aggiungiamo: qualsiasi processo di revisione della spesa è inefficace se non verifica contestualmente anche gli spazi di manovra sulle entrate. Perché, a mio modo di vedere, non aumentare alcuna tassa, tributo, tariffa non ha un valore positivo in sé. In epoca di scarsità di risorse e crescita di bisogni, si può chiedere di più a qualcuno. Dipende da come e su cosa si intende intervenire, e soprattutto per quale finalità.

Vista la lunghezza dello scritto, sulla parte in conto capitale passiamo veloci promettendo di riprendere il discorso. Non perché non sia fondamentale, tutt’altro: riguarda gli investimenti, dunque il corpo del cambiamento per il quale siamo stati eletti. Corpo innanzitutto proporzionale ed armonico, il cui sviluppo non può che basarsi sulle capacità progettuali e sulle risorse effettivamente reperibili. Un vero ufficio bandi è decisivo per nutrire questo corpo in maniera continua, tempestiva, corretta. Anche in questo caso i segnali sono positivi: l’amministrazione ha dimostrato di saper progettare e di saper portare a casa finanziamenti coerenti col programma. E’ solo l’inizio, ma il passo è buono, il corpo pare crescere in salute.

Marco Fazio – delegato Commissione Bilancio

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